Lavoro in una libreria e, qualche tempo fa, una signora mi chiamò mentre stava osservando lo scaffale dedicato ai libri per bambini. Aveva già preso in mano un volume illustrato sulla vita di Gesù e continuava a sfogliarlo con un’espressione poco convinta.
“Sto guardando questi libri che raccontano la vita di Gesù.”
“Sì, quello è pensato proprio per i bambini. Ha anche delle illustrazioni molto belle.”
La signora annuì, girò ancora qualche pagina e poi mi fece una domanda che, sulle prime, pensai di aver capito male.
“Sì, però… non ne avete una versione con un finale più felice?”
“Più felice in che senso?”
“Una versione in cui Gesù non muore. Questa parte è troppo triste per mio figlio.”
Rimasi qualche secondo a cercare una risposta che non suonasse né scortese né completamente assurda.
“Non credo che esista un’edizione che elimini proprio quella parte.”
Lei chiuse il libro e mi guardò come se il problema fosse il nostro assortimento.
“Può chiedere ai colleghi=? Dovreste avere anche dei libri più adatti ai bambini. Questo è troppo pesante per mio figlio; non mi va di fargli leggere una cosa del genere.”
Andai a chiamare il direttore e gli spiegai sottovoce cosa stesse cercando. Inizialmente pensò che gli stessi facendo uno scherzo, poi venne con me nel reparto e provò a parlarle.
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