Primi anni ’90.
Estate.
Io avevo tipo diciott’anni e per due lire lavoravo su un ApeCar dei gelati in spiaggia.
Non era un camion enorme.
Era praticamente un freezer con le ruote e la dignità di un motorino scarico.
Dentro c’eravamo io,
i ghiaccioli,
i Cornetti,
e cinquanta gradi fissi.
A un certo punto arriva questo signore in costume, abbronzatura da muratore e ciabatte consumate.
“Ce l’hai il Cornetto al cioccolato?”
Guardo dentro al freezer.
“Niente, mi dispiace, finito.”
Lui resta lì fermo.
“Controlla dietro.”
Io mi giro lentamente verso il retro dell’ApeCar.
Che praticamente era trenta centimetri dietro la mia schiena.
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