Quando studiavo, lavoravo nel catering.
Facevo di tutto:
matrimoni,
comunioni,
cene aziendali,
pranzi eleganti dove la gente iniziava a bere prosecco alle undici del mattino e poi si stupiva di non riuscire più a stare in piedi alle due.
Quel giorno c’era questo brunch enorme, molto raffinato.
Tavoli perfetti, fiori ovunque, camerieri in camicia bianca che correvano avanti e indietro fingendo di non essere nel panico.
E poi c’era lei.
Una signora anziana, elegantissima, collana di perle, rossetto impeccabile e una fiducia pericolosa nei cocktail del buffet.
L’ho vista partire con i mimosa.
Poi un Bloody Mary.
Poi un altro mimosa.
A un certo punto aveva lo sguardo di chi stava parlando direttamente con gli antenati.
Finché succede.
Vomita sul tavolo.
Così.
Di colpo.
Nel mezzo della conversazione.
Silenzio totale.
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