Io e un collega arriviamo con quella calma finta che sviluppi solo quando lavori nella ristorazione.
Raccogliamo tutto:
tovaglia,
piatti,
tovaglioli,
bicchieri,
dignità collettiva.
Infiliamo il disastro in un grosso secchio della spazzatura e lo portiamo dietro la cucina.
Pensavo fosse finita lì.
Macché.
Più tardi vedo l’ospite principale parlare col direttore con un’aria serissima.
“Scusi… avete ancora quel secchio?”
Il direttore lo guarda confuso.
“Quale secchio?”
“Quello del tavolo della signora.”
Pausa.
“Perché?”
E lì arriva la frase che ancora oggi mi perseguita.
“Ha perso la dentiera.”
Silenzio.
Io e altri due camerieri abbiamo passato quasi mezz’ora a rovistare nei sacchi dell’immondizia cercando denti in mezzo a tovaglioli sporchi, resti di salmone e Bloody Mary evaporato.
La cosa più assurda?
La nonna nel frattempo era seduta tranquilla a bere acqua naturale.
Serenissima.
Come se fossimo noi quelli esagerati.