Negozio di elettronica.

Si avvicina una signora con tutta la truppa al seguito, marito, figlia, e in fondo il nonno che evidentemente non aveva di meglio da fare. 

“Scusi, ma questa mattina sono passata e l’aspirapolvere che volevo aveva un altro prezzo.”

Sorrido. Il sorriso da lavoro, quello che non arriva agli occhi.

“Può darsi che abbiano aggiornato il prezzo. Mi faccia vedere, casomai le vengo incontro.”

“Eccolo lì, quello.”

Indica lo scaffale. 799 euro.

“Questa mattina era 79,90. Io lo voglio a quel prezzo. E ho fatto la foto, così non mi fregate.”

Lo dice ad alta voce. Perché la sentano tutti. Il marito annuisce, solidale. La figlia guarda il telefono. Il nonno guarda le lavatrici.

Mi mostra la foto con la soddisfazione di chi ha appena depositato le prove in tribunale.

Guardo la foto.

Ho già capito tutto.

“Signora, se ingrandisce…”

“L’ho già ingrandita.”

“Se la ingrandisce ancora, lì sotto c’è scritto: dieci rate da 79,90.”

Per un attimo si blocca, la figlia le prende il telefono. Ingrandisce. Legge. Non dice niente.

Il marito tossisce.

“E quindi?” dice la signora, che non ha ancora mollato.