Ho una libreria. Accanto c’è un tabaccaio.
Pausa caffè, sigaretta fuori dal negozio, aria gelida, uno di quei martedì in cui non succede niente e va bene così.
Arriva una signora sulla sessantina, cliente abituale, una di quelle che regge l’economia nazionale coi gratta e vinci. Mi conosce, la conosco.
Si ferma davanti alla tabaccheria accanto, si gira verso di me.
“Scusi, ma la tabaccheria è chiusa?”
Alzo gli occhi. Luci tutte accese. Insegna accesa. Espositori fuori sul marciapiede.
“No, è aperta.”
“Eh, ma la porta è chiusa.”
“Non saprei, fino a poco fa erano aperti. Saranno andati in bagno. Ha provato a spingere?”
Mi guarda come se le avessi proposto qualcosa di vagamente illegale.
“No.”
“Quindi è aperto anche se la porta è chiusa?”
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