La giornata di una cassiera comincia alle 7 del mattino, con l’apertura del cassetto e una forma di ottimismo che l’esperienza dovrebbe avere già eliminato.

Ogni volta mi siedo, controllo il fondo cassa e penso che magari, almeno per la prima ora, filerà tutto liscio.

Il primo cliente sembra persino confermare la teoria. Mi saluta, sistema la spesa senza fretta, paga e mi augura buona giornata. Io gli rispondo sorridendo e, per qualche secondo, credo davvero che possa essere la volta buona.

Poi arriva il secondo cliente.

Ha in una mano un sacchetto di pane da 60 centesimi e nell’altra una banconota da 100 €. Una volta è comparsa perfino quella da 500 €, probabilmente conservata apposta per mettermi alla prova alle 7:05.

“Mi dispiace, ho appena aperto e non ho abbastanza resto. Per caso ha una banconota più piccola o della moneta?”

“No. Se li faccia cambiare dalla sua collega.”

Mi volto verso il reparto casse completamente vuoto. Ci siamo soltanto io, lui e la sua incrollabile convinzione che da qualche parte debba esistere una collega pronta a materializzarsi con 499,40 €.

“In questo momento sono sola. Non ho proprio il resto necessario.”

“E io che cosa dovrei farci? Deve trovarlo.”

È in quel momento che capisco come andrà il resto del turno.

Più tardi arrivano le colleghe, il supermercato si riempie e comincia la cantilena che ripeterò centinaia di volte:

“Buongiorno. Ha la tessera? Le serve un sacchetto?”

Lo dico così spesso che, quando torno a casa e qualcuno mi chiede come sto, rischio di rispondere che il sacchetto costa 10 centesimi.

La domanda sul sacchetto sembra semplice, ma nasconde una trappola. Almeno 4 o 5 volte ogni ora qualcuno risponde di no. Io passo la spesa, annuncio il totale, incasso e chiudo il conto. Il cliente osserva i prodotti accumulati, poi guarda me, poi torna a guardare i prodotti.

“Scusi, ma il sacchetto non me lo dà?”

“Le avevo chiesto se le serviva e mi ha risposto di no.”

“Eh, ma adesso dove la metto tutta questa roba?”

Riapro la vendita, aggiungo il sacchetto e incasso i 10 centesimi, mentre la persona successiva sbuffa come se stesse cercando di spegnere un incendio.

Ci sono anche i clienti organizzati. Arrivano con la carta fedeltà già pronta e chiedono subito una busta. Per un istante penso di avere davanti un professionista della spesa.

Poi lo vedo inumidirsi 2 dita per separare i lembi del sacchetto e, subito dopo, ripetere l’operazione per estrarre le banconote dal portafoglio.