Quando raggiungiamo la zona di ritiro, mi preparo mentalmente a una lunga selezione. Con gli alberi veri capita spesso: uno è troppo vuoto, uno è storto, uno ha la punta debole e uno non sembra abbastanza natalizio.
Invece la signora ci indica il primo albero da 180 cm che vede.
“Quello va benissimo. Basta che non perda gli aghi in macchina.”
Lo avvolgiamo con la rete e lo trasportiamo nel parcheggio. A quel punto scopriamo il primo problema: la signora è arrivata con una macchina piccolissima (era una Hyundai minuscola).
Il secondo problema è che l’albero è quasi lungo quanto l’automobile.
Le proponiamo di abbassare i sedili posteriori e inserirne almeno una parte nell’abitacolo. Rifiuta, perché non vuole sporcare. Suggeriamo allora di metterlo nel bagagliaio, lasciando lo sportello leggermente aperto e fissandolo con una corda.
“Assolutamente no. Se resta dietro può cadere. Mettetelo sul tetto.”
Il tetto, però, non ha barre né portapacchi. Proviamo a spiegarle che non esiste alcun punto al quale assicurare la corda.
“Fatevela passare dentro la macchina. Non mi sembra così complicato.”
In effetti si può fare: basta aprire le portiere, far passare la corda attraverso l’abitacolo e annodarla sopra l’albero. La signora, però, è già seduta al posto di guida e non vuole aprire le porte.
“No, no. Non serve che entriate nella mia macchina. Abbasso i finestrini e fate passare la corda da lì.”
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