Io e il responsabile ci guardiamo. Siamo stanchi, il negozio dovrebbe essere già chiuso ormai da 10 minuti abbondanti e lei sembra finalmente soddisfatta della soluzione.

Appoggiamo quindi l’albero sul tetto, passiamo la corda attraverso i finestrini aperti e la facciamo girare più volte intorno al tronco e alla parte superiore dell’auto.

Prima dal lato del passeggero, poi da quello del guidatore.

Tiriamo bene, controlliamo che l’albero non si muova e facciamo un ultimo nodo. La signora alza i finestrini, mette in moto e ci ringrazia.

“Visto? Bastava avere un po’ di buona volontà.”

Parte con l’albero perfettamente fermo sul tetto. Noi restiamo nel parcheggio a guardarla mentre raggiunge l’uscita e svolta sulla strada.

È in quel momento che nella mia testa si accende una luce.

La corda passa attraverso i finestrini e circonda l’intero tetto. Con le portiere chiuse.

Mi giro lentamente verso il responsabile.

“Come fa a scendere dalla macchina?”

Lui guarda l’auto ormai lontana. Poi guarda me.

“La tipa ha visto il tuo cartellino con il nome?”