Per diversi anni ho partecipato al mercatino di Natale del paese con la bigiotteria che creo nel tempo libero. Per allestire il banchetto utilizzavo anche una specchiera in legno comprata tempo prima a un mercatino dell’usato. Non so se fosse davvero antica, ma era costruita molto bene e me ne ero innamorata appena l’avevo vista.
La portavo con me per esporre collane e orecchini e permettere ai clienti di provarli e guardarsi allo specchio. Una mattina noto una signora che continua a girare intorno al banchetto. Osserva la merce, si avvicina alla specchiera, torna indietro e poi ricomincia il giro.
Dopo qualche minuto si ferma davanti a me e la indica.
“Quanto vuoi per quella?”
“Quella non è in vendita, signora. Io vendo la bigiotteria, la specchiera fa parte dell’allestimento e serve ai clienti.”
“Ma io voglio quella.”
“Capisco, però non la vendo.”
“Dai, vendimela. Ti do 100 €.”
Le spiego che l’avevo trovata per caso a un mercatino dell’usato e che, se le piace quel genere di oggetti, potrebbe provare a cercarne una simile. Aggiungo anche di averla pagata più di 100 € e ripeto che, in ogni caso, non intendo separarmene.
“Ma oggi non c’è il mercatino dell’usato.”
“Lo so, ma questo è un mercatino di Natale e io vendo bigiotteria. Se vuole una collana, un anello o un braccialetto sarò felice di aiutarla. La specchiera, invece, resta qui.”
“Va bene, non ti scaldare.”
Se ne va e penso che la questione sia finita. Rimetto a posto gli orecchini che aveva spostato e continuo a servire gli altri clienti.
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