“Perché no?”

“Perché questa è una palestra, non un ristorante.”

“Io pago l’abbonamento. Posso usare quello che c’è dentro.”

Le faccio notare che l’abbonamento le consente di utilizzare la sala pesi, i tapis roulant, gli spogliatoi e gli altri servizi indicati nel contratto. Non comprende la sala dipendenti e certamente non trasforma chi lavora alla reception in un cameriere.

A essere precisi, inoltre, il suo accesso alla palestra fa parte del piano di welfare aziendale offerto dalla grande società per cui lavora.

“Quindi lo paga la mia azienda per me. È come se lo pagassi io.”

“Anche se lo pagasse interamente lei, avrebbe diritto alla palestra. Non alla nostra cucina.”

Le riconsegno il contenitore ancora freddo e la accompagno fuori dalla stanza. Lei mi segue con un’espressione scandalizzata, stringendo al petto quasi 2 chili di parmigiana come se l’avessi appena privata di un diritto garantito dalla Costituzione.

Prima di andarsene si ferma davanti alla reception.

“Mi state costringendo a mangiare fuori del cibo freddo, come una senzatetto. Farò reclamo alla sede centrale.”

Penso sia una minaccia pronunciata soltanto per avere l’ultima parola.

Mi sbaglio.