Le spiego che nessuno le sta impedendo di parlare con il responsabile, ma che minacce e insulti non sono accettabili.

Arriva anche il responsabile, ascolta la situazione e le ripete esattamente quello che le aveva già detto la collega.

Il reso non si può fare.

Lei sbotta ancora.

“Eh certo, tanto se uno non urla qui non ottiene niente.”

E lì il responsabile le risponde con una calma meravigliosa:

“Signora, guardi che urlare non rende possibile una cosa che non lo è.”

Per qualche secondo sembra quasi spiazzata, poi raccoglie la borsa, borbotta altri due insulti e si avvia verso l’uscita, continuando a dire che non sarebbe mai più tornata.

Io la accompagno fino alle porte automatiche.

Prima di uscire si gira e fa:

“Comunque con certa gente funziona.”

Ecco, forse era proprio quello il problema.

Che qualche volta, da qualche parte, qualcuno le aveva dato ragione solo per farla smettere.

E da quel momento lei aveva deciso che quella fosse una strategia.

Non educazione.

Non dialogo.

Non buon senso.

Solo volume più alto.

Peccato che quel giorno, per una volta, non abbia funzionato.