Lavoro come addetto alla sicurezza in un supermercato.

Un pomeriggio sono vicino all’ingresso quando sento arrivare dal box informazioni, una voce che sovrastava praticamente tutto il reparto.

Mi avvicino e trovo una signora sulla cinquantina davanti al banco, rossa in faccia, borsa sul braccio, scontrino in mano e una ragazza dell’assistenza clienti, sui vent’anni, che cercava di mantenere una calma che io avrei perso molto prima.

La signora voleva un rimborso.

La collega le stava spiegando che, per quel tipo di prodotto e in quelle condizioni, il reso non era possibile.

La signora è partita con

“Voi mi dovete ridare i soldi, non me ne frega un cazzo delle vostre regole.”

La ragazza prova a rispondere:

“Signora, capisco, però la procedura…”

“Ma quale procedura? Io vi faccio un casino che ve lo ricordate.”

Fa quasi per scavalcare il banco del box informazioni, la vedo mentre cerca di arrampicarsi sul box mentre la ragazzina indietreggia, visibilmente impaurita dalla reazione scondiderata della donna.

A quel punto intervengo…

“Signora, ma cosa sta facendo? Per prima cosa si fermi, poi veda di abbassare i toni!”

Lei abbandona la “scalata” e si gira verso di me.

“E tu chi saresti?”

“Sicurezza.”

“Ah, pure la sicurezza chiamate? Bravi, proprio bravi. Ladri e pure arroganti.”