Farmacisti, ho sempre avuto il massimo rispetto per voi.
Da oggi ancora di più.
Farmacia, ore 13.
Entro di corsa perché so che alle 13:30 chiude.
Saluto.
C’è il farmacista che sta servendo un cliente.
Vedo anche una signora che aspetta.
Perfetto, penso: prima lei e poi io.
Nel frattempo giro un attimo tra gli scaffali a prendere quello che mi serve.
Quando torno verso la cassa, la signora non c’è più.
Il farmacista finisce di servire il cliente e mi chiede:
“C’è solo lei?”
“Veramente dovrebbe esserci una signora che era arrivata prima di me, ma non la vedo. Se è andata via, ci sono io.”
Ed ecco che una voce risponde dall’altra parte della farmacia, dove la signora se ne stava tranquillamente seduta sulla poltrona riservata alla misurazione della pressione.
Sì, ci sono io! Sto aspettando che venga chiamato il mio numero!”
Mi giro e la guardo, poi guardo il display.
Segna il numero 7.
Lei stringe in mano il numerino 13.
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