2015, Expo Milano.
Io ero all’ingresso di Palazzo Italia a fare le spiegazioni ai visitatori.
Uniforme addosso, badge ben visibile, sorriso d’ordinanza stampato in faccia da ore.
Il sole che picchia, giornate intere passate all’aperto, e dopo settimane finalmente ero riuscita anche a guadagnarmi una leggera abbronzatura sul viso. Una conquista non da poco per chi normalmente riflette la luce come un foglio A4.
Metro e cinquanta scarsi di altezza.
Capelli castani raccolti.
Accento piemontese che ogni tanto spunta fuori più forte del previsto.
Avevo ormai sviluppato una certa abilità: ripetere la stessa presentazione centinaia di volte al giorno senza sembrare completamente morta dentro.
“Benvenuti a Palazzo Italia… la visita dura circa quaranta minuti… il percorso è suddiviso in varie aree…”
Finisco la spiegazione in italiano, il gruppo entra ordinatamente e io mi preparo mentalmente alla presentazione successiva.
Quando noto una coppia sulla quarantina, quarantacinque anni, rimasta lì vicino a me.
31 Ottobre, 2020 alle 2:02 pm
Ti capisco. Con me sono convinti sia spagnola ed ebrea perchè mi chiamo Maria qualcosa e porto una stella di David con dentro una croce, al collo.