Estate scorsa, sabato sera: tavolo da 8 persone. Vado a prendere l’ordine ma nessuno è ancora pronto.
Torno altre due volte e ancora nessuna novità (si sa che le tavolate ci mettono un pò di tempo a decidere, anche perché invece che leggere il menù si mettono a parlare della pastina in brodo mangiata la settimana prima).

Decido a quel punto di prendere l’ordine a un tavolo da due che era già pronto per ordinare da circa 5 minuti.
“SCUUUUUUSAAAAA!”
Urlo da gallina sgozzata: mi stava già partendo un neurone. Mi giro e vedo che proviene da una signora sulla cinquantina del tavolo da otto:
“C’eravamo prima noi!”
“Certo signora, ma vi ho portato i menù un quarto d’ora fa e non eravate ancora pronti per ordinare.”
“Dovresti andare in ordine!”
“Certo, ma se un tavolo ci mette mezz’ora ad ordinare non posso bloccare tutti gli ordini per mezz’ora.”
“Ma io la mia pizza la sapevo già!”
“Signora ho capito, ma io di una pizza non me ne faccio niente. Mi serve l’ordine di tutto il tavolo. Comunque, se siete pronti vi prendo l’ordine.”
“No, ci serve ancora qualche minuto, ma ciò non giustifica che tu voglia prendere prima l’ordine a un tavolo arrivato dopo di noi.”

La polemica dura mezz’ora (circa il tempo di scegliere la pizza sia per quel giorno sia per tutti gli altri a seguire fino al 2083), mi stavano fischiando le orecchie; ad un certo punto la signora mi guarda fissa negli occhi con aria di sfida:
” Be’, allora vorrà dire che non veniamo più.”
E fa un piccolo sorriso compiaciuto.
L’unica cosa che posso dire è che il titolare non tollera questi comportamenti e ci ha insegnato a rispondere a dovere in queste circostanze:
“Signora, non piangeremo.”

Resta il fatto che al momento di pagare, il tavolo non solo mi ha fatto la mancia, ma uno degli ospiti mi ha addirittura detto:
“Guarda, mi scuso per la sceneggiata, ma ti posso garantire che lei (riferendosi alla signora) è un’ottima moglie… Per fortuna non è la mia!”