Non voglio parlare di un commesso vero e proprio, ma di un autista di navette che probabilmente vive le stesse esperienze dei commessi perplessi. In questo caso, solo per raccontare che queste persone che lavorano con il pubblico, a volte hanno una sensibilità unica,
Vivo in un paese vicino a Trento, mentre la mia famiglia è rimasta in Sardegna. Al sesto mese di gravidanza dovevo tornare a Cagliari da loro, ma già l’idea del viaggio mi metteva una certa ansia: quasi tre ore di collegamento fino all’aeroporto di Bergamo, il volo e poi un altro tragitto una volta atterrata.
Per raggiungere Orio al Serio avevo prenotato una corsa con una compagnia privata specializzata nei collegamenti aeroportuali. L’autista mi lasciò davanti alle partenze e io entrai convinta che la parte più complicata fosse ormai alle spalle.
Arrivata al check-in, aprii la borsa per prendere il portafoglio. Non c’era.
Controllai di nuovo, poi svuotai tutto su una panchina: tasche, zaino, valigia, perfino le buste in cui sapevo benissimo di non averlo messo. Niente. Dentro avevo i documenti, le carte e tutto ciò che mi serviva per partire. Senza quel portafoglio non potevo salire sull’aereo e casa mia era a quasi tre ore di distanza.
L’unica certezza era che, quando ero partita da Trento, lo avevo con me. Chiamai immediatamente la centrale della compagnia.
“Buongiorno, ho appena viaggiato su una delle vostre navette per l’aeroporto di Bergamo e credo di aver lasciato il portafoglio sul sedile. Dentro ci sono i documenti e senza quelli non posso imbarcarmi. Potete contattare l’autista?”
“Posso provare a rintracciarlo, ma la corsa è terminata e non so dove si trovi in questo momento. Non posso garantirle che riesca a tornare in aeroporto.”
“Per favore, sono incinta… sono lontana da casa e mi devo imbarcare per Cagliari. Se non lo recupero, rimango bloccata qui.”
L’operatrice mi chiese il nome, il numero della corsa e una descrizione precisa del portafoglio.
“Va bene, provo a chiamare l’autista. Tenga il telefono libero.”
Mi sedetti vicino all’ingresso e iniziai ad aspettare, controllando lo schermo ogni pochi secondi. Dopo circa mezz’ora ricevetti una chiamata da un numero sconosciuto.
“Buongiorno, parlo con la signora XXXX?”
“Sì, sono io.”
“Salve sono l’autista di XXXX. Mi hanno avvisato che ha perso il portafoglio Ce l’ho io. Era rimasto sul sedile, proprio dove si era seduta lei.”
Sentii le gambe alleggerirsi tutte insieme.
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