Farmacia. Successo pochi giorni fa. Sto servendo un signore quando entra Bruna un’anziana cliente affezionata, che passa spesso per prendere le sue medicine (ma anche per fare 2 chiacchiere).
L’avevo appena salutata quando le suona il telefono nella borsa; fa un casino assurdo, volume al massimo, ma non è un problema anche perchè la farmacia in quel momento è praticamente vuota. Risponde lì davanti al banco, e sento una voce d’uomo, seria, autoritaria.
“Signora, sono il maresciallo Ferro, stazione carabinieri. Deve stare calma. Sua figlia ha avuto un incidente, ha investito una donna incinta. È qui da noi in caserma.”
Lei comincia immediatamente quasi a piagnucolare:
“Oddio, ma come sta? E mia figlia sta bene?”
“Sua figlia sta bene. Ma la donna è in ospedale ed è grave, e la sua auto è sotto sequestro. Per non farla trattenere serve un risarcimento immediato. Mi ascolti: prepari tutti i contanti e tutto l’oro che ha in casa, fedi, collane, tutto. Passa un mio collega a ritirare tra dieci minuti. Vada immediatamente davanti alla banca in via xxxxxx. Guardi che il collega la sta aspettando. Vada subito.”
“Ma io ho pochi soldi in casa… ho solo l’oro di mia madre… Ma quanto devo dargli?”
“Tutto quello che ha, signora. E non riattacchi, resti in linea con me, non parli con nessuno, è materiale d’indagine.”
“Non parli con nessuno”, me lo sono ripetuto in testa.
Quale maresciallo ti fa svuotare i cassetti restando incollata al telefono? Mi sono avvicinata. “Bruna, dammi il telefono.”
“No, il maresciallo ha detto…”
“Bruna, sono la dottoressa, dammi ‘sto telefono un secondo.”
Glielo tolgo piano. Controllo: numero privato, rispondo: “Pronto, buongiorno. Sono la farmacista, sono qui con la signora.”
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