Non sono una commessa ma faccio la volontaria in un mercatino solidale dell’usato. Vendiamo vestiti, giocattoli, accessori e piccoli oggetti per la casa che ci vengono donati, e il ricavato serve a finanziare le attività dell’associazione.
Già lavorare gratuitamente e ritrovarsi a fare anche l’antitaccheggio non è il massimo, ma la parte davvero assurda è pensare che qualcuno possa rubare in un posto nato per aiutare chi ne ha bisogno.
Da qualche tempo avevamo cominciato a notare diverse sparizioni. All’inizio pensavamo fossero semplici errori: siamo quasi tutte volontarie, gli scaffali cambiano continuamente e può capitare che un oggetto venga venduto, spostato o messo da parte senza che le altre lo sappiano. Poi abbiamo iniziato a controllare meglio e ci siamo accorte di una coincidenza difficile da ignorare.
Le cose sembravano sparire soprattutto dopo la visita di due donne che entravano sempre insieme, ciascuna con un bambino nel passeggino. La cosa strana era che quei bambini sembravano decisamente troppo grandi per trascorrere tutta la visita lì dentro. Avrebbero potuto camminare tranquillamente, eppure rimanevano seduti tra coperte, borse, giacche e cappottine mezze abbassate.
Nessuna di noi aveva mai visto le due donne prendere qualcosa, quindi non potevamo accusarle. Il sospetto, però, era che i passeggini potessero servire a nascondere gli oggetti. Anche la responsabile aveva iniziato a controllare personalmente gli scaffali prima e dopo il loro passaggio e, durante l’ultima visita, aveva trovato diversi spazi vuoti dove pochi minuti prima c’erano vestiti, giocattoli e accessori.
Non avevamo prove concrete, ma la coincidenza si era ripetuta troppe volte. Così la responsabile ci disse che, se fossero tornate, avremmo dovuto tenerle d’occhio senza perderle di vista.
Qualche giorno dopo il mercatino era quasi deserto quando vidi entrare proprio loro, con gli stessi passeggini e gli stessi bambini, ormai abbastanza grandi da sembrare sul punto di chiedere le chiavi della macchina.
Mi avvicinai subito.
“Buongiorno, posso aiutarvi a trovare qualcosa?”
“No, grazie. Vogliamo soltanto guardare.”
“Va benissimo.”
E rimasi lì.
Si spostarono verso l’abbigliamento per bambini e le seguii. Passarono agli accessori e andai con loro. Non fingevo nemmeno di piegare magliette o sistemare le grucce: le osservavo apertamente, prestando particolare attenzione ai passeggini.
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