Dopo più di un mese di chiusura per alcuni lavori interni, finalmente avevamo riaperto il negozio. Vetrine rifatte, espositori sistemati e nuova collezione primaverile pronta: mancavano soltanto i clienti.

Le prime a entrare furono due cognate. Una iniziò subito a rovistare tra le tute appena arrivate e ne prese una per convincere l’altra a provarla. Mentre la cognata entrava nel camerino, lei rimase accanto a me a osservare il negozio con aria poco soddisfatta.

“Però avete riaperto direttamente con la collezione nuova. Quella invernale al 50% non c’è più?”

Le spiegai che avevamo ormai cambiato stagione e che i nuovi capi erano appena arrivati.

“Sì, ma almeno potevate mettere un 30% su questi. Avete appena riaperto e sono già tutti a prezzo pieno.”

Cercai di farle notare che sarebbe stato piuttosto strano presentare una collezione nuova mettendola immediatamente in saldo. Nel frattempo, l’altra uscì dal camerino con la tuta addosso.

Le stava bene, ma volle provare un’altra taglia. Poi rimise la prima, perché vestiva meglio. A quel punto chiese gli altri colori, li confrontò uno per uno davanti allo specchio, domandò il prezzo e infine tornò alla versione iniziale.

“Questa è proprio bella. Mi veste perfettamente.”

La cognata approvò senza esitazioni.

“Sì, prendila. Il colore ti sta benissimo e anche il prezzo è buono.”

Continuarono per qualche minuto a elogiare il tessuto, la vestibilità e la comodità della tuta, finché la cliente mi guardò e disse:

“Ok, ok… va bene.”

Per me significava che aveva deciso di comprarla. Mentre tornava nel camerino per cambiarsi, iniziai a piegare il capo. La cognata rimase accanto a me continuando a parlare dell’acquisto come se mancasse soltanto lo scontrino.

Quando l’altra uscì, però, volle sapere anche cosa avrebbe potuto abbinare sotto la felpa. Mi chiese quali modelli avessimo, quali colori stessero meglio e se fosse preferibile una maglia bianca, nera oppure più chiara. Le mostrai diverse possibilità e ne discutemmo insieme.

Alla fine presi la tuta piegata e mi avviai verso la cassa. Lei mi osservò quasi sorpresa.

“Vabbè, comunque non la voglio. Volevo soltanto vedere com’era. Ci vediamo la prossima volta… ciao.”

Uscirono lasciandomi con la tuta in mano, gli altri colori da risistemare e la netta sensazione di aver assistito non a una prova, ma alla simulazione completa di un acquisto.

Il negozio aveva appena riaperto. Io ero già pronta per richiuderlo.