Lavoro in una concessionaria di auto usate. Abbiamo in pubblicità un’Audi del 2022 da circa 20.000 euro, proposta con finanziamento a 250 euro al mese e senza anticipo.

Chiama un signore.

“Senta, arrivo tra tre ore. Vorrei quella macchina da 250 euro. Immagino che il passaggio sia a parte, giusto?”

Per un attimo penso di aver capito male.

“Sì, il passaggio è a parte. Però 250 euro è la rata mensile.”

“Come la rata mensile? Voi avete scritto 250 euro e io pago 250 euro.”

“No. Nell’annuncio c’è scritto chiaramente 250 euro al mese.”

“A me non interessa. Se l’avete pubblicizzata a 250 euro dovete darmela a quel prezzo, altrimenti vi denuncio (avvocati/esercito/terminator/satana)”

Cerco di riportare la conversazione su un livello vagamente realistico.

“Mi scusi, ma non le sembra strano che un’Audi del 2022 da circa 20.000 euro possa costare 250 euro?”

La domanda non produce l’effetto sperato.

“Ho capito benissimo. Vi farò scrivere dal mio avvocato.”

“Perfetto. Me lo saluti.”

Riattacca.

Non è mai venuto a ritirare l’Audi da 250 euro.

Presumo che anche l’avvocato, prima di scriverci, gli abbia chiesto di leggere almeno una seconda volta l’annuncio.