Ora, avrei potuto spiegargli il concetto di aumento dei prezzi, di consumi diversi, di traffico, di aria condizionata, di piede pesante sull’acceleratore. Avrei potuto parlargli di fisica, di economia, forse anche di filosofia.

Ma sarebbe stato inutile.

Lui ormai è convinto. Ha collegato i puntini. Ha scoperto qualcosa.

Gli do il resto. Lui lo prende lentamente, mi guarda con aria sospettosa, come se stessi cercando di imbrogliarlo anche lì, e conclude con la frase finale, quella da detective che chiude il caso senza prove:

— “Comunque controllate, eh. Qualcosa qui non torna.”

Annuisco. Certo. Controlleremo. Subito.

Lui riparte sgommando leggermente — perché il carburante è allungato, ma la sicurezza no — e sparisce dietro l’angolo.

Io resto lì, accanto alla pompa, a fissare il display che torna a zero.
Mi chiedo se davvero c’è gente che pensa che la benzina abbia un tasto reset.
O se, più semplicemente, il mondo è pieno di persone convinte che tutto andasse meglio prima, soprattutto quando non sanno spiegarsi il perché.