Uno di quei silenzi in cui anche le sedie sembrano trattenere il respiro.
Alla fine ordinano. Tutti. Dopo quella che mi sembra un’era geologica.
La serata continua, tra pizze, birre, altre comande e altri “scusa!” sparati da ogni direzione.
Arriva il momento di pagare.
Vado al tavolo con il conto, pronto mentalmente a qualsiasi cosa.
La signora è stranamente silenziosa.
Pagano.
Io prendo il portafoglio, ringrazio, sto per andare via.
Uno degli uomini del tavolo mi ferma con un gesto.
Mi mette in mano qualche euro di mancia e si avvicina leggermente, con l’aria di chi vuole confidarti un segreto.
“Guarda… mi scuso per la sceneggiata.”
Io sorrido.
“Succede.”
Lui indica la signora con un leggero cenno della testa.
“Però ti posso garantire una cosa.”
Fa una pausa teatrale.
“Lei è un’ottima moglie.”
Io annuisco, senza capire dove voglia arrivare.
Lui sorride.
“Per fortuna non è la mia.”
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