Io, da lontano, osservo con un occhio ai genitori e uno al dramma imminente.
Dopo mezz’ora di pace armata, Leo prende un granchietto morto e lo lancia dentro il fossato del castello dei fratelli.
Urla. Pianti. Accuse.
Riccardo corre da me:
**“Sono entrati nella nostra proprietà privata!”**
wtf??!?!?
Gli rispondo con tutta la diplomazia che ho:
**“Ragazzi, la spiaggia è di tutti. Però magari evitiamo invasioni coi crostacei.”**
Tentiamo una mediazione. Propongo: **“Perché non unite i due regni?”**
Tommaso accetta subito, a patto che il vulcano resti attivo.
Giulia accetta solo se il vulcano non tocca il castello.
Soluzione finale?
Il fossato diventa un “fiume sacro” che separa i due regni.
Il granchio viene sepolto con onori. Leo canta l’inno del “popolo del buco”.
Fine.
Due ore dopo, passa un bambino piccolo, inciampa e distrugge tutto.
I quattro lo guardano, si guardano… e cominciano da capo. Insieme.
Noi adulti ci offendiamo su Facebook per meno.
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