Era un lunedì pomeriggio, tranquillo, di quelli in cui speri solo che nessuno entri fino a chiusura. Arriva invece un signore, sulla sessantina, in giacca e cravatta, con un completo chiuso in una custodia. Lo apre e mi fa:
«Questo vestito è quello che indosserò al funerale di mia ex moglie. Me lo può stirare bene? Deve essere perfetto.»

Io lì per lì penso che abbia detto “matrimonio” e gli rispondo con il classico “con piacere, tanti auguri!”.
Lui mi guarda, serissimo:
«Eh, auguri… diciamo che è più un addio che un inizio.»

Momento di gelo. Io divento rossa come un ferro acceso.