Storia fresca fresca di cantiere.
Io sono un giovane architetto, 29 anni, fresco di abilitazione e con tanta voglia di fare. Peccato che con l’entusiasmo venga spesso anche un bel carico di arroganza, lo dico da uno che l’ha imparato sulla pelle.
Cantiere in provincia, casa unifamiliare, e arriva questo muratore sulla sessantina, Enzo, mani grosse come badili, voce roca da cinquant’anni di sigarette e caffè. Uno di quelli che se lo lasci fare, ti tira su una parete dritta anche ad occhi chiusi.
Io, al primo giorno, vado lì con la mia bella tavoletta grafica, scarpe pulite, e comincio a spiegare a tutti come si devono fare le cose. Sottolineo: **spiegare al muratore come fare il suo lavoro**.
Enzo ascolta in silenzio, con quel mezzo sorriso che già mi doveva far capire tutto.
A un certo punto gli dico:
«No Enzo, guarda che lì l’angolo dev’essere perfetto a 90°, se no il rivestimento non viene bene. Capisci cosa intendo, vero?»
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