Guardo lei.
Guardo il gioco.
“Mi dispiace signora, ma per PS2 non abbiamo più joystick.”
Silenzio.
Poi la frase che non manca mai:
“Ma come?!”
Eccola.
“Controlli negli altri negozi!”
Detto con tono alterato, come se io stessi nascondendo i joystick PS2 nel retrobottega per dispetto.
A quel punto faccio quello che facciamo sempre in questi casi: la scenetta della verifica.
Perché spesso i pazzi si calmano quando vedono che stai “provando”.
Vado al computer.
Digito.
Fingo anche un paio di click in più per dare drammaticità alla cosa.
Dopo qualche secondo torno.
“No signora, mi dispiace. Non li abbiamo più. Né qui né negli altri negozi della catena.”
Errore.
Grave errore.
La signora si infiamma.
“Ma come sarebbe a dire che non li avete?! Un negozio del genere che non ha queste cose!”
La voce comincia a salire di volume.
“I videogiochi vendete! E non avete i joystick!”
A quel punto parte la sentenza finale, urlata davanti a mezzo reparto:
“VI MERITATE DI FALLIRE!”
Nel frattempo sono le 20:05.
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