Periodo di Natale 2018, GDO, reparto gaming.

Siamo a pochi minuti dalla chiusura. Quelle ore in cui il negozio ha quell’aria strana: le luci sono ancora accese, ma metà serrande dei reparti sono già mezze abbassate, i colleghi stanno sistemando gli ultimi scatoloni e tutti guardano l’orologio con la stessa identica espressione: fame e disperazione.

Io sono lì al banco videogiochi a sistemare gli ultimi controller PS4 quando entra una signora a passo deciso, con quell’energia tipica di chi ha appena deciso che il tuo problema diventerà il suo problema.

Si avvicina e, senza nemmeno salutare:

“Senti, avete un joystick per PlayStation 2?”

Io resto un attimo fermo.
Non tanto per la domanda… ma perché il mio cervello sta cercando di capire se ho sentito bene.

“Per PS2?”

“Sì.”

Provo ad aiutarla.

“È sicura? Non sarà forse la PlayStation 3… o la 4?”

Lei sbuffa come se le avessi appena chiesto di dimostrare il teorema di Pitagora.
Rovista nella borsa con decisione, sposta un portafoglio, due scontrini, una confezione di fazzoletti, un rossetto, e finalmente tira fuori un gioco della PlayStation 2.

Una roba di cui non avevo mai sentito parlare neanche io.

Me lo piazza davanti come una prova in tribunale.

“Devo giocare a questo.”

Lo guardo.