Anastasia, con il sorriso:
“Le sue figlie sono molto carine, ma comunque devo finire con questo cliente. Poi arrivo.”
E lì parte il colpo di genio della signora:
“Questa è una discriminazione nei confronti delle madri! Non potete mandarmi via da qui solo perché non ho figli!”
…silenzio.
Genoveffa e Anastasia si guardano. Io, quando me lo hanno raccontato, ho provato un’ora intera a trovarci un senso. Nulla.
Genoveffa, dentro, scoppia: (Aspetti, quindi quella donna accanto a me col passeggino… un miraggio? Ho battuto la testa?)
La signora non molla:
“Ragazzina, porta rispetto! Finché non sarai madre non potrai capire.”
Anastasia, con la pazienza dei santi:
“Va bene signora, vado subito a vedere se c’è un tavolo libero.”
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