Cari colleghi, per l’argomento “supermercato” oggi vorrei trattare i cosiddetti “Fenomeni”: i clienti che non se ne vanno mai. Beati loro nel loro occupare le corsie, incapaci di trovare qualsiasi cosa e pacifici solo all’apparenza. Loro sono in pensione da sempre, ai loro tempi si andava anche a 40 anni e a te non resta che ammirarli nel loro splendore: annoiati, incattiviti e soprattutto esigenti, come se stessero pagando un abbonamento premium alla tua pazienza.
Il “team Fenomeni” ti dà sempre la netta sensazione che voglia vedere fino a che punto reggi. Non entrano per comprare: entrano per testarti. Credo fermamente che vogliano individuare il limite esatto oltre il quale li afferri per la carotide, li fai roteare come un lancio del martello e li scagli verso la porta d’uscita con tanto di carrello incluso. A volte pare abbiano il vezzo di finire in prima pagina sotto un titolo tipo: “Scomparso da ieri, visto l’ultima volta entrare al supermercato”, sottotitolo “Non che ci manchi. I familiari”.
Sì, perché certa gente, ne sono convinto, li mandi a fare la spesa apposta per levarli di casa. Fateci caso: girano per ore ed ore, poi ogni tanto li chiamano al telefono per aggiungere un altro centinaio di prodotti da comprare, giusto per allungare la loro permanenza nel negozio. Soprattutto cose introvabili, rarissime, leggendarie.
“Senta, sto cercando il Sacro Graal che mia moglie mi ha appena chiamato e le serve assolutamente.”
Cose di questo genere.
Fanno quasi tenerezza perché sono totalmente ignari del giochetto. Soprattutto hanno una capacità sovrannaturale: essere sempre, e dico sempre, nel posto dove non dovrebbero essere. Hai il cartone con le mozzarelle in mano? Ti volti e i Fenomeni sono esattamente sulle quattro piastrelle davanti al frigo delle mozzarelle.
Commenti recenti