Breve guida per non essere clienti che verranno odiati

(ovvero: come restare vivi nella rubrica di chi lavora con il pubblico)

Questa non è una minaccia.
È prevenzione.
È amore per la pace sociale.
È il tentativo disperato di evitare che il vostro nome venga pronunciato con un sospiro lungo e lo sguardo nel vuoto.

A) Messaggi vocali su WhatsApp: il tono di voce

I messaggi vocali vanno inviati con un tono di voce normale.
Non sussurrato.
Non urlato.

Se parlate troppo piano, non si capisce nulla nemmeno con le casse al massimo e il telefono appoggiato all’orecchio come una conchiglia.
Se urlate, invece, anche abbassando il volume vi sentirebbero a chilometri di distanza, compresi colleghi, clienti, passanti e probabilmente anche i satelliti.

Il tono ideale è quello che usereste parlando con una persona davanti a voi, non quello che usereste per:

confessare un segreto di Stato

chiamare qualcuno dall’altra parte della vallata

B) Durata e contenuto dei vocali

I vocali su WhatsApp devono stare sotto i 3 minuti.
Tre.
Minuti.

E devono essere inerenti all’articolo per cui state scrivendo.
Niente divagazioni.
Niente contesto storico.
Niente “ti spiego da dove nasce questa mia esigenza”.

Precisione.
Sintesi.
Tema chiaro.