Mi guarda, la guardo. Io so cose che lei non sa, questa storia non finirà come immagina, sospiro.
Certo, che cosa posso fare per lei?
Voglio due biglietti per Sabato prossimo. Non questo Sabato, il prossimo.
Mi spiace, non posso ancora prendere prenotazioni per sabato prossimo. Avremo i nuovi orari oggi pomeriggio tra le 16:00 e le 17:00.
Ma questa è una vergogna! Ogni settimana è la stessa storia!
E già, lo è… Ogni settimana.
Sì, perché riceviamo sempre gli aggiornamenti lunedì pomeriggio.
Ecco, adesso io sono uscita di casa apposta! E ora? Devo rifare tutta la strada un’altra volta? È assurdo!
Eh sì, è assurdo, come ogni volta.
Vi risparmio il resto della lagna. Alla fine si arrende.
Ma non c’è mai fine al peggio, no? Perché la mia GM parla di nuovo, prima che possa farle gesto di lasciar perdere.
Le posso offrire un caffè? Sa, per scusarci del fatto che deve rifare la strada per casa e tornare più tardi.
Mentalmente urlo neanche come un lupo mannaro saprebbe fare. Urlo di disperazione e frustrazione per questa riverenza forzata per certa gente. Gesti cortesi fatti a chi non li merita, per quest’assurda concezione del fatto di doversi inchinare davanti ai clienti, sempre e comunque.
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