Ci penso un attimo: io bionda, la collega in cucina rossa e riccia, poi c’è un collega uomo biondo, capelli corti e barba.

A meno che lui non avesse una doppia vita da Lara Croft tra un cappuccino e l’altro, qualcosa non tornava.

“Signora, qui non lavora nessuna collega mora con la treccia.”

Lei mi guarda malissimo.

“Ma che crede, che mi sto inventando le cose?”

“No, sto solo cercando di capire.”

“Io non sono rimbecillita. Sono entrata, ho pagato e mi ha servito quella ragazza.”

Intanto due clienti al banco iniziano a seguire la scena con lo stesso interesse con cui si guarda una lite condominiale dal balcone.

La collega in cucina si affaccia, sente “mora con la treccia”, guarda me, guarda il collega barbuto e sparisce di nuovo per non ridere.

Io provo a riprendere il controllo.

“Signora, guardi, vicino a noi c’è una piadineria. Non è che magari è entrata lì?”

“Io so benissimo dove sono entrata.”

“Va bene, però magari controlliamo questa possibilità.”

“Ma guarda tu se devo passare per pazza per due piadine.”

“Nessuno la sta facendo passare per pazza. Le sto solo dicendo che qui oggi non ha pagato nessun ordine.”

Lei ricomincia a frugare nella borsa, tirando fuori ricevute, fazzoletti e foglietti che non erano mai quello giusto.

Ogni tanto borbotta.

“Avevo lo scontrino, eh.”

“Sì, signora, però senza scontrino io non posso rifare l’ordine.”

“Bel modo di trattare i clienti.”

“Se fosse nostra cliente, avrei anche l’ordine.”

Questa mi scappa.

Non cattiva, ma precisa.

Il collega dietro di me tossisce per coprire una risata.