Silenzio.
Il direttore mi guarda.
Io guardo il direttore.
Il cliente annuisce serio come se avesse appena denunciato il furto di un’automobile.
“Va bene,” dice il direttore. “Andiamo a vedere.”
Saliamo tutti e tre.
Arriviamo davanti alla porta della camera. Il signore apre con la chiave come se stesse per mostrarci la scena di un crimine.
Entriamo.
La camera ha un micro corridoietto d’ingresso, un metro e mezzo scarso, giusto il tempo di fare due passi e poi si apre la stanza.
Facciamo quei due passi.
E come per magia, alla fine del corridoio, appare il letto.
Un bellissimo letto matrimoniale.
Bianco. Rifatto perfettamente.
Cuscini gonfi. Copriletto tirato.
Perfettamente al suo posto.
Mi fermo.
Il direttore si ferma.
Ci giriamo lentamente verso il cliente.
Io lo guardo con l’espressione di chi sta cercando di capire se è in un esperimento sociale.
“Il letto è qua…” gli dico.
E lui, con una tranquillità disarmante, risponde:
“Ah scusi… è che mi sono fermato sulla porta e non sono entrato.”
Camera di 12 metri quadrati.
E niente.
Per lui era un monolocale senza letto.
17 Dicembre, 2020 alle 1:44 pm
A che razza di bettole buco di c*** era abituato questo?