È sabato mattina e il reparto macelleria è pieno. Quel giorno sono sola al banco, quindi servo i clienti uno dopo l’altro cercando di non far crescere troppo la fila.
Arriva il turno di una signora.
“Non c’è il suo collega?”
“No, oggi ci sono io. Mi dica pure.”
“Preferivo lui, perché conosce la carne che prendo sempre.”
Le assicuro che posso aiutarla e le domando che cosa desideri.
“Voglio degli ossibuchi di vitello. Però non quelli esposti: deve prendermeli dalla cella frigorifera.”
Le spiego che non ce ne sono altri. Gli ossibuchi presenti nel banco sono stati tagliati quella stessa mattina e rappresentano tutto ciò che abbiamo disponibile.
La signora li osserva con sospetto.
“Quelli sono vecchi. Io me ne intendo.”
“Le garantisco che sono freschi e che sono stati preparati oggi.”
“No, si vede benissimo che non sono di oggi. Vada a controllare nella cella.”
Ripeto che non avrebbe senso nasconderne altri in frigorifero e lasciare nel banco della carne vecchia. Lei, però, continua a sostenere di sapere perfettamente come debba presentarsi un ossobuco fresco.
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