— “E se ne prendo di più?”
— “Funziona peggio.”
Questo non le piace per niente.
Alla fine, dopo altri cinque minuti di riflessione mistica davanti allo scaffale, decide:
— “Va bene. Prendo la valeriana e la camomilla.”
— “Perfetto.”
— “Però stasera devo dormire, eh.”
— “Faccia del suo meglio.”
Sorride. Paga. Se ne va convinta di aver fatto la scelta giusta.
Il giorno dopo, stessa ora, stessa porta.
Rientra. Stesso outfit. Stessa aria, ma con una leggera nota di delusione cosmica.
— “Scusi.”
— “Sì?”
— “L’ho presa ieri sera.”
— “Bene.”
— “Ma non ho dormito meglio.”
— “Signora, come le dicevo, va presa per qualche giorno.”
Mi guarda come se l’avessi appena tradita.
— “Ah…”
— “Le piante non sono una pillola magica.”
— “Ma quindi non c’è davvero qualcosa di naturale che funzioni subito?”
A quel punto il mio cervello fa un click.
Il filtro professionale cade per mezzo secondo.
La guardo, sorrido, e dico:
— “Un colpo in testa con un ramo d’albero, signora. Naturale al 100% ed effetto immediato.”
Silenzio.
Poi scoppia a ridere.
— “Eh… magari no.”
— “Forse è meglio così.”
Se ne va ridendo, salutando con la mano, ancora convinta che da qualche parte, prima o poi, esista una pianta che faccia l’effetto di un sonnifero…
ma senza essere un sonnifero.
Commenti recenti