Annuisco. Lo so. Sono tutti regali importanti il 24 dicembre alle 11:42.

“Posso mostrarle qualcosa di simile, davvero. Funziona allo stesso modo, anzi, ha anche una funzione in più.”

Lo porto allo scaffale delle alternative. Gli spiego, descrivo, enfatizzo. Dentro di me sto pregando qualsiasi divinità commerciale esistente.

Lui prende in mano la scatola. La gira. La osserva.
Silenzio.

“Mah… non so se è la stessa cosa…”

Non lo è. Non lo sarà mai. Perché quello che manca non è il prodotto. È il tempismo.

Dopo altri cinque minuti di indecisione, finalmente cede.

“Va bene, prendo questo.”

Alleluia.

Lo accompagno in cassa, lo impacchetto con una carta piena di renne sorridenti. Lui paga, prende il sacchetto, poi si gira un’ultima volta:

“Però se nel frattempo arriva quello giusto mi chiama?”

“Certo.”
Come no. Tra una slitta e un miracolo.

Esce. La porta si richiude.
Io faccio mezzo respiro.

Si riapre.

Un’altra voce:
“Buongiorno! Avete ancora quel gioco che è andato a ruba ovunque?”

Sorrido.

È il 24 dicembre.
E manca ancora mezza giornata. 🎄