Ho sottoscritto un nuovo contratto per la fibra ottica a casa.
Già questo, per me, è stato un atto di grande maturità: confronta le offerte, leggi le clausole, fingi di capire cosa sia un “ONT esterno” e annuisci come se stessi firmando un trattato internazionale.
Passano un paio di giorni e mi chiama la ditta che si occupa delle installazioni per concordare l’appuntamento con il tecnico. Rispondo con quel tono professionale di chi vuole sembrare una persona organizzata, padrona del proprio calendario e della propria vita.
“Allora signora, so che uno di questi giorni a Catania è festa. Mi ricordi quando…”
Silenzio. Nella mia testa passa l’elenco completo delle feste comandate, patronali, civili e forse anche pagane. Panico leggero.
“Domani, perché?”
Rispondo con sicurezza. Troppa sicurezza. Quella sicurezza tipica di chi non ha minimamente capito dove stia andando la conversazione.
“Così la escludo come data di appuntamento.”
E qui, invece di limitarmi a un sobrio “ah, certo”, il mio cervello decide di fare un balzo carpiato senza rete.
6 Febbraio, 2020 alle 4:24 pm
questo mi ricorda un cliente di qualche hanno fa.
Facevo assistenza sui computer e il cliente in oggetto mi disse: “guarda che per me non è un problema, a casa mia sono disponibile anche dopo cena”.
Tu probabilmente si ma io, modesto dipendente che abita pure a 20 km di distanza, magari, dopo le mie solite 10/11 ore di lavoro gradirei anche starmene un po’ tranquillo per i fatti miei anziché venire a casa tua a sistemarti il computer, non credi?
15 Luglio, 2024 alle 9:30 am
Non ti ha detto VIENI DOPO CENA, ma io sono disponibile, la differenza sta tra il dare la propria disponibilità e il pretendere, ma ormai si è talmente accecati dal proprio essere da non capirla questa differenza.
22 Aprile, 2023 alle 5:05 pm
come si fa a scrivervi per raccontarvi fatti successi e pubblicabili?