Ho sottoscritto un nuovo contratto per la fibra ottica a casa.
Già questo, per me, è stato un atto di grande maturità: confronta le offerte, leggi le clausole, fingi di capire cosa sia un “ONT esterno” e annuisci come se stessi firmando un trattato internazionale.

Passano un paio di giorni e mi chiama la ditta che si occupa delle installazioni per concordare l’appuntamento con il tecnico. Rispondo con quel tono professionale di chi vuole sembrare una persona organizzata, padrona del proprio calendario e della propria vita.

“Allora signora, so che uno di questi giorni a Catania è festa. Mi ricordi quando…”

Silenzio. Nella mia testa passa l’elenco completo delle feste comandate, patronali, civili e forse anche pagane. Panico leggero.

“Domani, perché?”

Rispondo con sicurezza. Troppa sicurezza. Quella sicurezza tipica di chi non ha minimamente capito dove stia andando la conversazione.

“Così la escludo come data di appuntamento.”

E qui, invece di limitarmi a un sobrio “ah, certo”, il mio cervello decide di fare un balzo carpiato senza rete.