Vissuta (con piacere) da ignaro passante.

Siamo all’ora di chiusura di un negozio che, come da linguaggio universale dei commercianti, ha la saracinesca abbassata a tre quarti, cosicché il messaggio “stiamo chiudendo” sia chiaro.
Non è abbassata a metà.
Non è socchiusa.
È a tre quarti.
Quel livello preciso che nel codice non scritto del commercio significa:
“Se proprio devi, entra solo se stai morendo e hai bisogno di un defibrillatore. Altrimenti domani.”

Io passeggio tranquillo, con quella curiosità da osservatore urbano che ti fa rallentare davanti alle scene potenzialmente epiche.

Ed eccola.

La Signora.

Passo deciso. Borsa al braccio. Sguardo determinato.
Si ferma davanti alla saracinesca come se fosse una sfida personale.
La guarda.
La valuta.
Evidentemente conclude che si tratti di un ostacolo superabile.

Senza la minima esitazione, infila le dita sotto il metallo e prova ad alzarla.

La saracinesca emette quel rumore metallico che suona come:
“Non provarci.”

Lei insiste.

Alza di qualche centimetro.
Si piega.
Inclina la testa di lato.
Prova a infilare una spalla.

“Scusi?”, dice, già con mezzo busto dentro.