Tra tutte le foto storte, una spicca per perfezione:
il suo caxxo in primo piano.
Nitida, messa a fuoco impeccabile, illuminazione da manuale.
Lui diventa viola, inizia a balbettare:
«Eh… sarà partita da sola… qualche virus… sì, dev’essere entrato un virus e ha fatto queste foto da solo!»
Io, con la calma di un monaco zen:
«Eh sì, sicuramente un virus.»
Mi strappa il telefono dalle mani e, senza aggiungere altro, se la dà a gambe, stabilendo il record dei 100 metri piani del centro commerciale.
Non l’ho mai più visto. Ma sono quasi certo che ancora oggi, tra i suoi amici, giri la leggenda dello “smartphone maledetto che scatta foto intime da solo”.
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