Apro la galleria.
«Vede? Queste sono quelle che le mandano tramite WhatsApp.»
«Sì, ma per farle grandi?»
«Basta toccarle.»
«E per vedere le altre?»
«Scorra col dito, così.»

E mentre scorro… parte la sagra.
Tra un “buongiornissimo kaffè” e un tramonto sgranato, compaiono improvvisamente foto di milfone in pose più che esplicite.

Il signore diventa rosso paonazzo:
«Ah… sì, sì… sono… mie amiche.»

Io, impassibile come un chirurgo, continuo a scorrere.
«Ecco, queste sono le sue foto.»
«Provi ad aprirle, perché sono tutte mosse.»

Guardo: paesaggio di sera, mosso. Cane di notte, mosso. Monumento scuro, sfocato.
Poi la sorpresa.