Non sono un commesso ma un assicuratore.
Il mio lavoro, tra le altre cose, prevede di ricevere i pagamenti delle polizze dai clienti. Oggi, come tutti i giorni, mi arrivano diversi bonifici: niente di strano.

Per semplificare la vita a tutti, ai clienti mandiamo sempre un file con le istruzioni passo per passo: c’è l’IBAN, l’intestazione del conto e cosa scrivere nella causale, in modo che il sistema possa abbinare automaticamente il pagamento alla polizza corretta.
La parte fondamentale, in grassetto e con tanto di esempio pratico, recita:

“Come causale indicare il numero di polizza seguito dal nome e cognome dell’assicurato.”

Chiaro, semplice, lineare. Insomma, non serve una laurea in astrofisica.

Oggi però arriva un bonifico… e nella causale leggo, testuale:

“Indicare il numero di polizza seguito dal nome e cognome dell’assicurato.”

Nessun numero. Nessun nome. Nessun cognome.
Hanno letteralmente copiato e incollato l’istruzione, pensando che fosse quella la causale da inserire.