“E no, sbriciolato non lo voglio!.”

“Guardi, non esiste una regolazione più bassa. Più sottile di così la macchina non riesce a tagliarlo.”

“Allora chiama di nuovo tuo padre.”

“Posso anche chiamarlo, ma non credo che riesca a convincere l’affettatrice a inventarsi una nuova regolazione.”

A quel punto il cliente comincia ad alzare la voce.

“Io qui l’ho già comprato più sottile di così!”

“Non quando c’ero io.”

Mi guarda malissimo.

“Ma secondo te sono uno che racconta cazzate?”

Ne avevo abbastanza. Prendo una delle fette, accendo la torcia del cellulare e la appoggio dietro al prosciutto. La luce passa attraverso e illumina il banco.

“Signore, attraverso questa fetta riesco quasi a proiettare la torcia dall’altra parte del negozio. Più sottile di così posso soltanto mostrarle una fotografia del prosciutto. Adesso possiamo finire?”

Incredibilmente, funzionò. Non disse più nulla, mi lasciò preparare i suoi 200 grammi, pagò e se ne andò. Io, invece, dovetti smontare e pulire da capo tutta l’affettatrice.

Dopo quella sera non volli più lavorare nel negozio. Ci tornai a dare una mano soltanto dopo la laurea, quando ero abbastanza grande da affrontare di nuovo i clienti e, soprattutto, il responsabile.