Io resto un secondo in silenzio. Sorrido amaramente. Evidentemente, il mio accento meridionale le era rimasto indigesto.

La ragazza passa, paga le sue poche cose, ringrazia tutti: me, il cassiere, perfino la fila di sconosciuti che le avevano fatto spazio. Una scena quasi commovente.

Intanto la signora animalier continua a inveire, cercando appoggio tra gli altri clienti. Nessuno le dà corda, anzi, qualcuno la guarda scuotendo la testa. Lei si incattivisce ancora di più, fino a urlarmi in faccia:
“Sei una str** maleducata, torna al Sud, terrona!”

E lì, mi dispiace dirlo, ma la terrona inside ha preso il sopravvento. Senza troppi giri di parole le ho fatto sapere cosa pensavo sia del suo modo di vestire che della sua mentalità.

Sono rientrata in ufficio quasi in ritardo, sudata e col cuore che batteva forte. Ma ne è valsa la pena. Perché la maleducazione e il pregiudizio non li ho mai sopportati.

E, al di là di tutto, qui si parlava di una cosa semplice: avere coscienza.