Poi, dietro di lei, noto la ragazza con in mano i pochi articoli. Subito mi colpisce: è in dolce attesa. Non credo fosse nemmeno italiana, e l’imbarazzo si leggeva sul suo viso. Aveva le gambe gonfie, il viso stanco, e con quel caldo sembrava davvero allo stremo.
A quel punto dico alla signora con la fantasia animalier, che già si stava piazzando al nastro:
“Guardi, io avrei fatto passare avanti anche la signora dietro di lei.”
La tipa si gira di scatto, la squadra dall’alto in basso e con tono sprezzante risponde:
“È solo incinta, può aspettare. C’è gente che zappa la terra sotto il sole e non è mai morto nessuno.”
Il clima diventa gelido. Io trattengo il fiato, e proprio in quel momento si sente l’annuncio:
“Avviso alla clientela, apriamo la cassa 2.”
Perfetto. La signora animalier, senza perdere un secondo, riversa tutta la spesa sul nastro e si sistema in fila.
Arriva il cassiere. Io mi avvicino e, con voce ben chiara, gli chiedo:
“Scusi, ma per chi è in dolce attesa non è prevista la priorità in cassa?”
La ragazza incinta mi guarda con occhi lucidi, un misto di sorpresa e gratitudine. Il cassiere risponde sicuro:
“Certo, signora.”
Così faccio segno alla ragazza di passare avanti. La signora animalier si gira di scatto, rossa di rabbia, e mi spara addosso con una maleducazione incredibile:
“Ma se me lo volevi mettere in c** bastava dirlo, senza chiedere al cassiere! Ma guarda questa terrona!”
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