A quel punto mi giro, vedo il secondo figlio che sta cercando di riempire la pistola d’acqua… direttamente dalla rubinetto per lavarsi dei piedi.
Glielo dico con calma:
**“No, d.”**
E lui:
**“Perché no? È acqua, no?”**
Sì, ma vi è una fila e devi rispettarla, non puoi passare davanti a tutti…
Dopo un’altra mezz’ora di caos, il padre si alza, chiama i figli e se ne va borbottando:
**“Dai, andiamo che qui non si possono nemmeno divertire.”**
E io giù a raccogliere un secchio, due palette, una canottiera bagnata e la pazienza che ormai ho lasciato sotto l’ombrellone numero 17, insieme alla mia voglia di parlare con altri esseri umani.
Ma la stagione è lunga.
E siamo solo a giovedì.
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