E lì, per un attimo, mi si blocca il cervello. La guardo, cercando di capire se stia scherzando.
Spoiler: non stava scherzando.
“Signora!!” rispondo, cercando di restare educata ma ferma. “Lei guarda troppa TV! Questa è una tabaccheria e quello è un semplice computer! Se lei non ha la carta d’identità, io non posso in nessun modo farle una copia. Anche all’anagrafe non la farebbero senza un ulteriore documento… credo.”
Lei sbuffa forte, scuote la testa, visibilmente indignata.
“Se non avete voglia di lavorare potete stare chiusi!”
E senza aspettare risposta, si gira e se ne va. Neanche un saluto, ovviamente.
La porta si chiude con quel classico rumore secco che sembra sottolineare la scena.
Resto lì qualche secondo, in silenzio, ancora con la mano pronta a prendere una carta d’identità che non è mai esistita.
Poi guardo il computer.
Un normalissimo computer.