Qualche giorno prima, al telefono.
Conversazione fluida, quasi piacevole. Spiego tutto per bene, come da manuale, anche se lo so già che poi… vabbè.

«Certo signora, non ci sono problemi. Le basta portare la carta d’identità elettronica di suo marito e il PIN. Noi abbiamo il lettore collegato al computer, inseriamo la CIE e facciamo l’accesso diretto al suo profilo.»

Lei mi assicura di aver capito perfettamente. Anzi, prende pure appunti. Mi ringrazia con un entusiasta:
«Finalmente qualcuno chiaro, eh!»
(Sì, lo sento dire spesso. Poi vediamo quanto è chiaro davvero.)

Giorno dell’appuntamento. Ore 10:02.

Entra trafelata, borsa enorme, cappotto semiaperto e mille fogli che scivolano quasi sul pavimento.