In farmacia c’è una di quelle giornate in cui la fila non diminuisce mai. Tra mali di stagione, ricette e clienti impazienti, lavoriamo senza riuscire quasi ad alzare la testa.

I mugugni ormai fanno parte del rumore di fondo. Poi un signore decide di proporre una soluzione definitiva.

“Invece di pagare la gente per stare a casa a fare niente, mettetela qui a lavorare.”

Continuo a servire, sperando che stia parlando in generale.

“Dico a lei! Fate lavorare qualcuno, invece di mantenerlo a casa.”

“Dice a me?”

“Sì, proprio a lei. È pieno di disoccupati e voi fate aspettare tutta questa gente. Assumete qualcuno.”

“Io, veramente, non mantengo nessuno e non decido nemmeno le politiche occupazionali del Paese.”

Il signore non si lascia scoraggiare. Anzi, ha già pronto il candidato ideale.

“Vi porto mio figlio. Dovreste vederlo come lavora lui. Altro che tutta questa fila.”