“In che senso?”
“È laureato in Farmacia oppure in Chimica e tecnologia farmaceutiche? È abilitato?”
Mi guarda come se avessi aggiunto una serie di ostacoli burocratici soltanto per non dare un’opportunità al ragazzo.
“Ora serve pure la laurea per dare via le medicine?”
“Certo. Per lavorare come farmacista, sì.”
“Avete troppe pretese. Per forza l’Italia va male.”
Poi arriva il suo turno. Gli consegno ciò che aveva chiesto dopo aver controllato la ricetta, il dosaggio e tutte quelle altre inutili pretese previste quando si danno via le medicine.
Il figlio, per il momento, non è venuto a sostituirmi.
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